ITALIA: TERRA DEL VINO

“Il vino è un romanzo scritto da più autori: il sole e le pioggia in delicato equilibrio;
i grappoli raccolti con gesti precisi da un vignaiolo attento; l’ombra di una cantina
che avvolge con pazienza la promessa di brindisi futuri”.
Quello del vino è uno dei comparti in cui il Made in Italy è maggiormente apprezzato e ricercato nel mondo: l’Italia è il primo produttore mondiale e nonostante la comparsa di nuovi player (Cile e Nuova Zelanda su tutti) è anche il paese che nell’ultimo decennio ha incrementato maggiormente le proprie vendite all’estero (+2.6 Miliardi €).
Per quanto riguarda la produzione, l’Italia detiene il primato mondiale con 44 milioni di ettolitri, seguita dalla Francia, secondo produttore, con 37 milioni. Passando alle quantità esportate, il divario tra i due paesi aumenta, con il Belpaese che nel 2017 ha esportato
ben il 35% in più rispetto alla Francia.
Tutto ciò è certamente frutto di strategie di marketing però non si possono tralasciare le origini secolari del vino italiano e dell’arte del fare.
La storia della viticultura italiana è una storia millenaria quando l’Italia si chiamava Enotria Tellus – terra del vino. Questa antichissima arte risale al VII secolo a.C. quando i Greci colonizzarono il meridione d’Italia risultando, quindi, fondamentali nella storia vinicola italiana, che vede molte delle uve oggi vinificate essere state introdotte proprio in quell’epoca. Probabilmente il primo porto d’approdo che coinvolse il traffico di vino e di uve fu in Calabria e, successivamente, in Campania ed in Sicilia, anche se le due prime regioni si contendono questo “primato”. I Greci cominciarono non solo a sviluppare la viticoltura e la vinificazione nei loro territori colonizzati, ma contribuirono anche alla sua diffusione nelle aree dell’Italia del nord e, grazie ai Romani, si creò quel grande ed importante movimento che farà del vino un’istituzione in tutta Europa.
Il vino italiano è, ormai, un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale, un comparto che tutti ci invidiano e che è in grado di produrre utili tanto per ciò che concerne il mercato interno quanto con riferimento alle esportazioni.
E’ un prodotto complesso per varietà e ricchezza.
Questa caratteristica, parte integrante del suo fascino e presente nella percezione del vino italiano all’estero, è il punto di forza e una sfida per ogni azienda vinicola italiana. Con riferimento esclusivo ad esempio al 2018, si deve registrare una crescita di fatturato dell’intero settore pari all’1,8% mentre per l’export i numeri segnano un +3,5%.
Un mercato che cresce tra i confini nazionali ed anche al di fuori, frutto di una produzione di qualità in grado di dar vita a prodotti considerati eccellenze assolute. Perché ad andare per la maggiore non sono solo i vini di segmento medio ma anche bottiglie di prestigio.
Pensiamo ai vini bianchi di qualità eccelsa a denominazione Doc, Docg e Igt: dal Piot Bianco al Conegliano passando per Chardonnay, Spumante, Traminer, Verdicchio, Falanghina. Stesso discorso, se non anche ulteriormente amplificato, che si può riscontrare per i vini rossi pregiati: Chianti, Montepulciano, Amarone Docg, Valpolicella Superiore, Ripasso, Bardolino. Barolo, Barbaresco, Negroamaro, Primitivo ecc…Un mercato ampio e variegato. Il mercato del vino in Spagna offre buone le potenzialità per l’export italiano.
Il consumo di vino aumenta nella penisola iberica.

Per l’export italiano l’immagine del Made in Italy è un ottimo biglietto da visita in Spagna.
L’OEMV (Osservatorio Español del Mercado del Vino) ci fornisce dati rassicuranti per quanto riguarda importazione di vini, spumanti e prosecchi italiani.

VEZZALI CAFFE’

Il viaggio nell’universo del caffè è un viaggio affascinante intorno al mondo, così come è affascinante la leggenda che avvolge le sue origini e la sua scoperta. Infatti si ritiene che siano state le capre e non l’uomo a scoprire il caffè.
Si racconta che, attorno all’anno 850, si notò che alcune capre saltavano vivacemente per aver mangiato delle bacche sconosciute. Provando a mangiare quei frutti rosso vivo, risultarono così amari che buttandoli nel fuoco, il caffè tostandosi incominciò ad emanare un profumo delizioso e irresistibile.
Sembra che la pianta del caffè sì originaria degli altipiani dell’Abissinia l’attuale Etiopia (Africa); nel XVI secolo, passando p

er il vicino Yemen e poi la penisola arabica, giunge a Costantinopoli l’attuale Istanbul, dove fu aperto il primo locale che serviva questa bevanda. Ma è solo nel 1615 che il caffè sarà introdotto in Europa attraverso la flotta veneziana e nel 1683 i turchi dovettero abbandonare precipitosamente l’assedio di Vienna, lasciando oltre 500 sacchi di caffè.
Sfidando la credenza popolare che il caffè fosse la bevanda del diavolo e nonostante fosse persino condannata dalla Chiesa, i viennesi lo apprezzarono così tanto

da far fiorire la cultura dei caffè viennesi noti in tutto il mondo.
Nel XVII secolo la domanda di caffè è in costante crescita tanto che le potenze coloniali ne diffondono la coltivazione in altre parti del globo.
Il caffè è la merce più importante dopo il petrolio e il grano: la coltivazione, lavorazione e commercio del caffè occupano oltre 25 milioni di persone nel mondo.
Il caffè cresce nelle fascia tropicale dell’America centrale e meridionale, isole dei Caraibi, Africa e Asia ed è coltivato in oltre 70 paesi del mondo. L’albero del caffè è

un sempreverde che fiorisce in ogni stagione secondo il clima e l’altitudine; il suo frutto è simile alla ciliegia.

CAFFE’ VERDE

I due principali tipi di caffè sono l’Arabica e la Robusta.

L’Arabica – alta circa 3 mt., si trova soprattutto in America Latina e lungo le coste orientali dell’Africa; pianta di altura può prosperare fino a 2000 metri di alt

itudine. Le migliori arabiche provengono dal centroamerica.
Fornisce l’aroma al caffè in tazza e presenta una leggera acidità che la caratterizza. Rilascia in bocca un sapore fruttato/floreale.
Ricordiamo le SUPER ARABICHE che vengono utilizzate per caratterizzare il caffè ma in minima parte (10%) perchè troppo intense. Alcune provengono dall’Etiopia, Kenya e Tanzania.

La Robusta cresce principalmente nelle regioni tropicali dell’Africa e dell’Asia; pianta di pianura può crescere anche a livello del mare. Robusta e rustica, alta fino a 8/9 mt., da al caffè in tazza crema e corposità, sapore amaro e forte.
Le migliori robuste provengono dall’India e dall’Indonesia.

La forza degli italiani sta nel preparare/inventare le miscele. Inoltre si deve tenere presente che la normativa italiana relativa all’importazione del caffè è la più severa di Europa.
Il produttore italiano di caffè tostato compra generalmente dagli importatori italiani di caffè verde (Trieste e Genova) come del resto fa VEZZALI CAFFE’ che segue anche canali particolari per poter comprare, dalle zone d’origine, caffè ancora non presenti nel mercato italiano, caffè rarissimi (Hawai – Mauricius – Autoctoni del

Brasile –Papua Nuova Guinea).
Vezzali adotta questa scelta per poter svolgere una vera e propria attività “SARTORIALE” che prevede combinazioni ed abbinamenti originali ed unici.

TOSTATURA

Due sono le figure protagoniste nella fase della Tostatura.

1) LA MACCHINA
La macchina che tosta a legna è nata 40 anni fa.
A) Il metodo di tostatura a legna è stato abbandonato nel corso degli anni e Vezzali Caffè lo ha riadottato molti anni fa. Per migliorare il risultato finale si è avvalso del supportotecnologico per ovviare alcuni effetti negativi e migliorare la qualità del prodotto.
B) Il tempo è un elemento fondamentale. In realtà Vezzali adotta una tostatura lenta (23-26 minuti) mentre le nuove tecnologie di tostatura, per esigenza di volumi, sono velocissimi a discapito della qualità del prodotto.

2) IL FUOCHISTA TOSTATORE: Vezzali Caffè si avvale di questa figura unica
Alla capacità del solo TOSTATORE di eseguire, in modo replicabile, il rituale previsto dal protocollo, IL FUOCHISTA TOSTATORE aggiunge l’abilità artigianale, oramai scomparsa, di mantenere costante il calore durante la tostatura. Altro elemento che sottolinea l’unicità del prodotto è la tipologia della legna, nonchè il modo di comporre la legna nella camera di combustione. La legna è autoctona= legna di bosco e agrumi, in fase di sperimentazione legna di frutta selvatica di bosco. Particolare attenzione rivolgiamo al caffè destinato al mercato degli emirati arabi che viene tostato con legna di rosa selvatica, preziosissima e rara.

RAFFREDAMENTO

Dopo i 23/26 minuti il caffè è pronto per essere raffreddato.
Si apre la bocca della macchina ed esce il caffè fumante che viene trasferito in una vasca che, attraverso il movimento rotatorio delle pale e l’azione aspirante di una ventola, raggiunge, in circa 10 minuti, la temperatura ambiente.
Il caffè ottenuto presenta una riduzione del 20% del peso originario rilasciando umidità ed altri elementi. In realtà questa perdita di peso corrisponde ad un’acquisizione di qualità.
Infatti VEZZALI CAFFE’ adotta il raffreddamento ad aria conferendo al prodotto alta qualità.
Questa scelta di procedura si pone in contrapposizione a quella moderna e scarsamente valida ossia il raffredamento ad acqua, frutto di pretesa di quantità a scapito della qualità.
Si giunge a questo processo di lavorazione grazie al contributo positivo delle nuove tecnologie informatiche e alla collaborazione di esperti di livello mondiale.

CONFEZIONAMENTO

VEZZALI CAFFE’, fedele al principio di fornire un prodotto fresco e il più possibile protetto, procede velocemente al confezionamento grazie ad una tecnologia altamente avanzata.
Infatti è presente in ogni confezione una valvola che permette l’espulsione dell’anidride carbonica naturalmente prodotta dal caffè tostato e la NON introduzione dell’ossigeno, nemico numero uno del caffè.
Inoltre VEZZALI CAFFE’ non trascura il “vestito” della confezione essendo all’avanguardia nella ricerca di materiali e nuove idee, enfatizzando l’effetto finale del prodotto.

Successo per Augustea Iberica alla fiera Gastronómica di Alicante

“Ancora un successo per la società Augustea Iberica grazie alla sua partecipazione alla fiera Gastronómica di Alicante tenutasi dal 22 al 25 febbraio 2019.

Un grande afflusso di pubblico, la partecipazione di professionisti appartenenti al mondo della gastronomia ha reso  questa esperienza speciale per Augustea che ha come obiettivo principale promuovere tutte le eccellenze italiane.

Augustea Iberica ha presentato l’azienda VEZZALI CAFFE’ il cui stand si è convertito in un punto d’incontro per i visitatori dove hanno trovato accoglienza, totale disponibilità e molto altro. L’allestimento dello stand, curato nei minimi particolari, la proiezione non solo del video esplicativo dell’attività aziendale bensì anche di video relativi ai numerosi punti UNESCO presenti sul territorio italiano, concerti, danza, arte e tutto ciò che rende unica l’Italia ha fatto si che l’interesse del pubblico si sia espresso attraverso la sua presenza costante e partecipativa. Inoltre la caratteristica principale di Vezzali Caffè è l’artigianalità nel tostare il caffè; quindi la degustazione di questa bevanda italiana famosa in tutto il mondo è stata molto apprezzata suscitando curiosità ed interesse.

Da non trascurare l’importantissimo aspetto commerciale; infatti Vezzali Caffè, promossa e supportata da Augustea Iberica, ha potuto realizzare B2B con importanti realtà locali iniziando collaborazioni molto proficue che prevedono sviluppi molto vantaggiosi.”

 

 

 

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